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Incassi delle aziende, dalla svolta fintech arriva un`arma in più

Incassi delle aziende, dalla svolta fintech arriva un`arma in più

Decollano i nuovi strumenti per i crediti commerciali: un mercato da 530 miliardi Luca Orlando Uno sguardo allo schermo, la verifica dello sconto da applicare, un paio di click sulla tastiera. Non serve altro al fornitore di Sapio per chiedere il pagamento anticipato della propria fattura, risorse che in pochi giorni diventano già disponibili sul conto corrente. Non un caso isolato, perché la piat- taforma di "sconto dinamico" sviluppata dal colosso dei gas tecnici è solo uno dei tanti esempi di innovazione all'interno di un mondo che sta cambiando pelle rapidamente. Mercato sterminato quello dei crediti commerciali, 530 miliardi di euro che tuttavia solo per il 28% è gestito con soluzioni ad hoc.

Se le scelte più gettonate rimangono quelle tradizionali (anticipo fattura e factoring), l'Osservatorio Supply Chain Finance della School of Management del Politecnico di Milano identifica comunque in modo chiaro l'accelerazione del cambiamento. Con un utilizzo sempre più pervasive ad esempio delreverse factoring (+33%) o dell'asta automatica delle fatture, che pur rappresentando ancora una nicchia ha moltiplicato per sei il proprio valore in un anno. «La combinazione di più tecnologie come blockchain e internet delle cose - spiega il direttore scientifico dell'Osservatorio Federico Caniato - apre ad aziende e finanziatori nuove possibilità per tracciare in modo inequivoco fatture e beni sottostanti.

Vediamo sul mercato decine di partnership tra attori diversi e numerose iniziative. Ottimo segnale, perché anche se in media i tassi sono scesi molto rispetto al passato, il gap tra grandi aziende e Pmi resta ancora ampio». Ad agevolare le imprese è anche l'evoluzione degli strumenti finanziari, come ad esempio i mini-bond. Li ha sfruttati ad esempio il Caseificio modenese 4 Madonne, che ha ottenuto sei milioni dando a garanzia lo stock di Parmigiano Reggiano in fase di stagionatura. «Strumento fondamentale – spiega il presidente Andrea Nascimbeni - perché ci ha fornito flessibilità con le banche migliorando in modo evidente i rapporti. Se in passato le linee ci venivano chiuse e i tassi proposti erano comunque stellari, oggi sono gli stessi istituti a farsi avanti. E a condizioni molto più ragionevoli». Anche se rispetto al periodo più cupo della crisi il sistema dei pagamenti è meno teso, le medie indicano ancora tempi di saldo non particolarmente virtuosi: 91 giorni che salgono a 116 per le microimprese.

Anche chi paga più rapidamente, tuttavia, si pone il problema di capire quali siano le esigenze delle Pmi. «Nel nostro caso - spiega il responsabile tesoreria di Sapio Alberto Marchesi - partner strategici sono i trasportatori, spesso piccole realtà che sostengono costi vivi immediati e che possono avere quindi problemi di liquidità». La piattaforma sviluppata dalla start-up Findynamic, dopo aver validato la fattura. La rende disponibile per l'anticipo. Sapio definisce lo sconto minimo atteso: se il fornitore accetta il matching è automatico. Altra strada battuta è quella del credito di filiera, sfruttando la solidità del capo commessa. «Ad ogni fornitore assegniamo un budget annuo - spiega il direttore finanziario di Sacmi Forni Spa Gilberto Della Rovere - e sulla base di questo la Pmi entrando nella piattaforma può ottenere un fido, in modo da finanziare i propri acquisti senza attendere la singola fattura. È una partnership strategica, che garantisce solidità ad una rete di Pmi cruciale per la nostra competitività».